Gesù percorse il corridoio che portava dall’ingresso del tempio dei cieli fino all’ascensore ultraterreno della prima sfera celeste, pigiò il tastino per l’attico ed entrò nella sala del trono dove il Dio unico e supremo, suo padre e imperatore, cambiava canale col braccio e il telecomando paralizzati verso la tv, mentre ai piani bassi, Cristo e tutti gli altri residenti si facevano un culo così tra lebbrosi, obesi e disoccupati.- figlio mio, fece il Signore, a che punto siamo arrivati col Giudizio Universale?
- padre, abbiamo appena finito con il 1900 dopo di Me.
Dio nella sua infinita oculatezza, mugugnò qualcosa.
- come sta andando? - chiese il Signore.
- in verità ti dico padre, così così.
- come così così?
- e sì padre. io ho provato dolore sulla croce, ma c’è gente che in vita sua se l’è vista pure peggio, mio Signore.
- sì ma loro mica resuscitano.
ci fu qualche secondo di silenzio nella divina sala del trono divino, un silenzio che sulla terra sarebbe durato come la mafia.
Dio si mise a cambiare canale al televisore con nervosismo febbricitante. in tv c’erano un documentario sull’Egitto del 3300 a.C., la Peste Nera del 1347, la Deportazione degli schiavi africani del 1500, gli strazi del Colosseo, la corrida in diretta da Siviglia, il Dolore e la Pietà di Marcel Ophuls e alla fine il suo programma preferito.
- che danno di bello in televisione papà? - chiese Gesù pulendosi il viso con un fazzoletto immacolato.
- il Giudizio Universale del Ventesimo Secolo. - rispose il Signore.
Gesù incuriosito si avvicinò allo schermo per guardare meglio.
in tv c’era il primo piano di un ragazzo sui trentatré anni, imbrunito dal rigor mortis, con il viso straziato dall'acne nodulare, tutto concentrato, con in testa le cuffie alla Mike Bongiorno e un sorriso cortese. l’inquadratura si allargò. il ragazzo era in piedi sopra una pedana, circondato da soubrette che ballavano al ritmo inebetente di una musichetta a tutto volume e il pubblico ad applaudire come fosse stato strafatto di endorfina.
quello era il Giudizio Universale del Ventesimo Secolo. e il viso di Gesù fu l’incarnazione di un punto interrogativo.
Dio si scolò mezza birra con un sorso, Gesù vide scendere tortuosamente il livello della bevanda fin dentro la sua gola e gli venne una gran sete.
- padre mio, posso prendere anch’io una birra dal frigo? - chiese Gesù ripulito e luminoso come fosse appena nato.
- no figlio mio, mi servono. questo quiz mi piace un sacco. anzi lasciami solo e fammi venire Satana che gli devo parlare di una cosa importante.
Gesù si fece serio e rimase immobile. il Signore aveva chiesto di fare convocare il Diavolo. un evento del genere non capitava dall’estinzione dei dinosauri. realizzò che stava per accadere qualcosa di grosso e ritenne opportuno indossare la tuta mimetica.
- che la tua volontà sia fatta mio Signore, disse Gesù sbattendo i tacchi e mettendosi sull’attenti col saluto militare.
- puoi dirlo forte, e non fare il cretino. di' a Satana di portare da bere.
e detto questo, il Dio di ogni cosa si stappò una birra e si rallegrò, poiché il suo show preferito aveva avuto inizio.

