a Bruce Wayne uccisero mamma e papà quando era ancora un cucciolo di pipistrello, Peter Parker si beccò un morso di ragno radioattivo geneticamente modificato, Robert Bruce Banner fu investito dai raggi gamma per salvare Rick Jones e diventò verde dalla rabbia.il prezzo da pagare per diventare un supereroe è sempre stato alto.
io mi ritrovai con una cicatrice sullo scroto, ma nessun super potere. solo una lettiera per gatti e un gran mal di testa.
il gatto era scappato. le mie palle erano tornate al loro posto. avevo sognato? stavo impazzendo? l'unica cosa che mi appariva evidente era come la mia vita fosse diventata simile a un lungo tunnel, con l'amara consapevolezza che se avessi rivisto la luce, quello sarebbe stato soltanto l'ingresso.
me ne andavo in giro in macchina sperando di trovare il rosso ai semafori, col giallo rallentavo e guardavo tutte quelle persone attraverso il vetro della macchina, come fossero comparse di una sceneggiatura senza soggetto.
una donna e un bambino stavano attraversando mano nella mano il marciapiede alla mia sinistra. lei piangeva, il bambino mangiava un gelato con la mano libera, ma il gelato gli cade dalle mani e iniziò a piangere anche lui. dietro di loro, un pastore tedesco che portava a spasso un anziano cieco con gli occhiali da sole, si fermò ad annusare il gelato per terra. il nonno approfittò della pausa per mettersi a pisciare davanti alla vetrina di una boutique d'alta moda in piena attività, davanti alle signore eleganti e alle belle commesse. all'interno del negozio una ragazza dello staff se ne accorse e sembrò chiamare qualcuno indicando col dito in direzione dell'anziano mentre lo sconcerto ebete prendeva piede tra le signore eleganti e i loro ricchi mariti. ma il pastore tedesco puntò qualcosa, e partì in quarta portandosi dietro l'anziano con guizzi di urina da per tutto.
ancora lo sbraitare dei clacson. ancora il verde del semaforo.
guardai nello specchietto retrovisore e vidi Umberto Bossi, con lo sguardo impaziente e le mani nervosamente salde sul volante. mi suonò di nuovo.
infilai comodamente la prima e ripartii con lentezza per farlo incazzare ancora di più. percorsi la strada a venti all'ora continuando a tenerlo d'occhio dal retrovisore. sembrava avesse cominciato a imprecare ma non potevo sentirlo. iniziò a zigzagare con la macchina, più per palesare la sua insofferenza che per tentare un sorpasso. sapevamo entrambi che non ci sarebbe stato spazio sufficiente. allora provò una mossa a sorpresa svoltando a destra, ma io intuii subito le sue intenzioni: il bastardo avrebbe imboccato la via parallela per poi spuntarmi davanti alla rotonda.
non avendo macchine di fronte accelerai guadagnando la pole position all'incrocio, e feci fluire il traffico rimanendo pronto a partire.
in attesa di Umberto, vidi passarmi di fronte una cagnolina tipo Lessie con un fiocco rosa in testa seguita a ruota dal pastore tedesco di prima con la lingua penzoloni e lo stesso anziano frusto e incontinente che trascinato al guinzaglio continuava a pisciare a destra e a manca. poi lo vidi, Umberto, feci rombare il motore, lasciai passare l'ultima macchina prima di lui e scattai. tempismo perfetto. gli ero di nuovo davanti. sicché decelerai e ripresi la mia flemmatica andatura da venti all'ora.
in attesa di Umberto, vidi passarmi di fronte una cagnolina tipo Lessie con un fiocco rosa in testa seguita a ruota dal pastore tedesco di prima con la lingua penzoloni e lo stesso anziano frusto e incontinente che trascinato al guinzaglio continuava a pisciare a destra e a manca. poi lo vidi, Umberto, feci rombare il motore, lasciai passare l'ultima macchina prima di lui e scattai. tempismo perfetto. gli ero di nuovo davanti. sicché decelerai e ripresi la mia flemmatica andatura da venti all'ora.
guardai nello specchietto: Umberto picchiava coi pugni sul volante invocando distintamente santi e demoni.
tuttavia, l'effimero appagamento lasciò presto il posto a un pesante senso di insoddisfazione. come la sgradevole sensazione di non avere nulla di meglio da fare. era una cosa infantile. ridicola. così svoltai a sinistra liberando la strada. suonai col clacson per salutare Umberto, ma lui tirò fuori il dito medio dal finestrino mandandomi sinceramente a fare in culo.
dovevo fare qualcosa, ma non avevo voglia di far niente. non mi andava di lavorare ne di sposarmi. c'era il volontariato, ma i lebbrosi, gli obesi, gli anziani, i medici, gli avvocati e i manager mi facevano schifo. non si prospettava niente di buono all’orizzonte. forse con l'alcolismo avrei trovato finalmente qualcosa di autentico di cui dovermi preoccupare, così mi fermai ad un pachistano e comprai una bottiglia di rum a poco prezzo. quindi rientrai in macchina e di rosso in rosso brindai alla salute di tutta la nazione.
quanto tempo avrei dovuto attendere prima di toccare il fondo?
forse stavo già scavando nelle sabbie mobili.
fui presto ubriaco. i primi passi nella carriera di un alcolista sono i più facili. così mi diressi verso casa prima di vedermi confiscare patente e automezzo.
trovai presto parcheggio, proprio davanti al mio portone. forse un dio sconosciuto, solitario e alcolista, stava nutrendo pietà di me.
dentro l'ascensore c'ero io, riflesso nello specchio, o quantomeno il nuovo me stesso. il mio corpo stava cambiando. i miei capelli erano più folti, i miei occhi più azzurri. avevo scoperto che sotto la coltre di grasso di cui ero sempre stato avviluppato erano sepolti muscoli elastici e possenti. senza parlare del cazzo, che adesso sarebbe potuto diventare un attore ricco e famoso.
arrivato al piano, aprii la porta di ingresso e percepii un singolare formicolio ai testicoli.
accesi la luce e vidi una busta bianca sul pavimento. la raccolsi e l'aprii.
era un lettera:
Gentile Candidato,
Le comunichiamo che la valutazione dei suoi requisiti per il ruolo di:
Agente Benedetto della Squadra Benedetta
ha avuto esito positivo.
Il suo nome in codice sarà: N0144
Il suo incarico avrà inizio da: Ora
La invitiamo a presentarsi nella nostra sede a Barletta, in Via Boccassini 21,
per la registrazione del contratto d'assunzione a tempo infinito.
E' nostro dovere informarla che, per motivi di sicurezza, la procedura di cancellazione della sua memoria ha già avuto inizio.
Cordiali Saluti
Ufficio Risorse Umane - La Squadra Benedetta.
- ora?
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